News: una sentenza interessante

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16 Maggio 2019
L’ESPERTO SEGNALA

UNA SENTENZA INTERESSANTE

In data 8 maggio 2019 il Tribunale Penale di Palermo ha pubblicato una sentenza molto interessante per tutto il mondo venatorio.

In pratica ha annullato la sentenza del Giudice per le indagini preliminari di Palermo del 19/07/2018 con la quale quel magistrato aveva condannato alcuni cacciatori per aver usato richiami acustici a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico con amplificazione del suono ed ha disposto ulteriori approfondimenti in fatto sull’illiceità penale della condotta di detti cacciatori.

Il fatto è che i cacciatori condannati non stavano svolgendo attività di caccia essendo essi sprovvisti di ogni mezzo utile all’abbattimento o alla cattura della fauna selvatica ma stavano semplicemente addestrando i loro cani. Queste le ragioni addotte nel loro ricorso.

Ebbene, il Giudice dell’appello ha ritenuto fondato il ricorso ed ha annullato la precedente sentenza di condanna perché ha ribadito che, “ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all’art.21, lettera r) della legge 157/92, è necessario che la detenzione di richiami di genere vietato avvenga da persona in atteggiamento di caccia”, atteggiamento di caccia desumibile da un insieme di elementi presenti sul luogo utili alla cattura e/o soppressione di animali in genere.

Nel caso di specie, quegli imputati erano stati trovati solo con i loro cani e con i richiami, senza armi od altri strumenti utili alla cattura dell’uccellagione. Il giudice dell’appello ha quindi ribaltato la sentenza del giudice per le indagini preliminari che aveva addirittura considerato l’addestramento dei cani come fase prodromica (preliminare ma univoca) all’azione di caccia.

Ci auguriamo ora che gli ulteriori approfondimenti disposti dal magistrato dell’appello confermino l’interpretazione data dal medesimo e scagionino del tutto e definitivamente i cacciatori palermitani.

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